Noi e altri?

IO NON MI SENTO ITALIANO

(ma per fortuna o purtroppo lo sono)

Giorgio Gaber: Io non mi sento italiano.

…Io non mi sento italiano

Ma per fortuna o purtroppo lo sono

Mi scusi Presidente

Non è per colpa mia

Ma questa nostra Patria

Non so che cosa sia

Può darsi che mi sbagli

Che sia una bella idea

Ma temo che diventi

Una brutta poesia…

ROMA: I PORTI ITALIANI NON SONO SICURI

8 aprile 2020: L’Italia chiude i porti alle navi delle ong a causa dell’epidemia da coronavirus. In seguito all’emergenza Coronavirus, i porti italiani “non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di ‘Place of safety’ (‘luogo sicuro’) in virtù di quanto previsto dalla convenzione di Amburgo sul salvataggio marittimo” per i soccorsi effettuati da navi con bandiera straniera al di fuori dell’area sar italiana…

Credo che in molti condivideremo che Alan Kurdi, non è una crociera.

Certo, la sicurezza è un’opinione.

Ma quanto sia insicuro un porto italiano in confronto agli orrori libici, forse, non è tema opportuno di discussione, la dovrebbe sconsigliare, a mio parere, il comune senso del pudore o il buon senso del padre di famiglia.

MA LA RECIPROCITA’?

(Da Wikipedia…)

In Italia

La norma che enuncia il principio di reciprocità nell’ordinamento giuridico italiano è riportata nell’articolo 16 delle disposizioni preliminari al codice civile italiano, denominate anche disposizioni sulla legge in generale e comunemente note come preleggi.

L’articolo 16 (Trattamento dello straniero) recita letteralmente:

«1. Lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali.

2. Questa disposizione vale anche per le persone giuridiche straniere.»

I diritti civili cui si riferisce l’articolo 16 preleggi sono i diritti e le libertà relativi ai normali rapporti di diritto privato nel campo della proprietà, delle successioni, del possesso, delle obbligazioni e dell’economia.

La norma, pur essendo collocata in ambito privatistico, ha finalità manifestamente pubblicistiche, anche se in relazione ad attività essenzialmente privatistiche quali quelle consistenti nell’esercizio dell’autonomia negoziale da parte dello straniero. Gli obiettivi della norma sono comunque di carattere pubblico, e si rinvengono chiaramente nella funzione della tutela, da parte dello Stato, dei propri cittadini all’estero.

Quindi ribadiamo che “Lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali Gli obiettivi della norma sono comunque di carattere pubblico, e si rinvengono chiaramente nella funzione della tutela, da parte dello Stato, dei propri cittadini all’estero.”

…Pertanto, affinché si possa concretamente verificare la reciprocità, è indispensabile l’esame della concreta applicazione di una normativa o della prassi dello Stato estero, per poter comprendere quale livello di discriminazione, ammesso che discriminazione vi sia, venga praticato dallo Stato estero nei confronti del cittadino italiano.”

Se semplifichiamo tutto questo nel linguaggio che ho appreso da ragazzino in parrocchia e nelle sezioni di partito, tra servire messe e giocare a calciobalilla in periferia…“ non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”.

INTANTO A BRUXELLES…

(da Repubblica)

Nel giorno in cui l’Eurogruppo continua a discutere delle obbligazioni europee contro la crisi da coronavirus, il Parlamento olandese ha approvato due risoluzioni che esortano il governo a non accettare gli Eurobond e a tenere il punto sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes. E, come non bastasse a tarpare le ambizioni italiane, la cancelliera tedesca Angela Merkel si è espressa con parole che suonano definitive: “Voi sapete che io non credo che si dovrebbe avere una garanzia comune dei debiti e perciò respingiamo gli eurobond”, ha detto in conferenza stampa a Berlino aggiungendo tuttavia che “ci sono così tanti strumenti di solidarietà che si possono trovare delle buone soluzioni”.

La solidarietà in Europa è “urgente”, ma “su quali siano le misure adeguate si possono avere valutazioni diverse”, ha spiegato la cancelliera tornando sulla richiesta del premier Giuseppe Conte. Con i tre strumenti “su cui si discute oggi e su cui spero si possa raggiungere un accordo” si mettono a disposizione “molti miliardi di euro” ….

Il premier italiano, Giuseppe Conte, ha lanciato messaggi determinati: “Abbiamo bisogno degli Eurobond per non far perdere competitività a tutta l’Europa – ha spiegato alla stampa tedesca -. È nell’interesse reciproco che l’Europa sia all’altezza della sfida, altrimenti dobbiamo assolutamente abbandonare il sogno “ …

Da Globalist

E il giornale tedesco Die Welt: “La mafia aspetta gli aiuti europei”. Di Maio: “Toni vergognosi. Berlino si dissoci” (ansa). La risposta del ministro degli Esteri a un articolo del quotidiano tedesco, secondo il quale la criminalità organizzata sarebbe in attesa di lucrare sui finanziamenti dell’Ue. E “gli italiani devono essere controllati da Bruxelles”. Pd: “Articolo fa imbestialire, esigiamo rispetto”.

“Un’affermazione vergognosa e inaccettabile. Spero che il governo tedesco ne prenda le distanze. L’Italia piange oggi le vittime del coronavirus, ma ha pianto e piange le vittime della mafia. Non è per fare polemica ma non accetto che in questo momento si facciano considerazioni del genere”.

“Signora Merkel, rimanga incrollabile!”, è questo il titolo dell’articolo comparso sulla versione online a firma dell’editorialista Christoph B. Schiltz, in cui si chiede al governo tedesco di non cedere alle richieste italiane sui coronabond.

Nel testo si scrive, tra l’altro, che in Italia la mafia sta aspettando i finanziamenti a pioggia dell’Ue. “La solidarietà è una importante categoria dell’Europa” ma “la sovranità nazionale nei confronti degli elettori è centrale”, scrive Welt online. La solidarietà deve essere generosa, ma “senza limiti e controlli?”, si chiede nell’articolo. “Dovrebbe essere chiaro che in Italia – dove la mafia è forte e sta adesso aspettando i nuovi finanziamenti a pioggia di Bruxelles – i fondi dovrebbero essere versati soltanto per il sistema sanitario e non per il sistema sociale e fiscale”. “E naturalmente gli italiani devono essere controllati da Bruxelles e usare i fondi in modo conforme alle regole”, si aggiunge. “Anche nella crisi del coronavirus i principi fondamentali devono valere ancora”, conclude.

UNA DOMANDA

Non ho titolo per interrogare i governi tedesco e olandese, ci penseranno i loro cittadini, i loro elettori, ma rispettosamente chiedo al governo italiano, di cui sono elettore e in cui “per fortuna o purtroppo” orgogliosamente mi riconosco:

  1. Con quali occhi il governo italiano pensa che gran parte del popolo e dei governi olandese e tedesco guardino all’Italia?
  2. Quanto il governo italiano pensa che quello sguardo olandese e tedesco sia diverso da quello con cui noi, governo e popolo italiano, guardiamo i profughi sulla Alan Kurdi?
  3. Un’ultima domanda, di parte e ideale, quasi ideologica, anche se non si dice più, una domanda alla parte di cui a lungo ho condiviso l’ideale, che a lungo ho sentita e ancora sento più vicina: PD e LEU, cosa rispondete? Quanta paura avete di perdere anche un sol voto per dire che i nostri porti non sono sicuri?

MA ALLORA È RECIPROCITA?

Sì, A mio parere si sta solo applicando il principio della reciprocità.

Noi rifiutiamo ospitalità a un centinaio di disperati, affamati, che vengono da una guerra vera, con uomini torturati e bambini e donne violentate decine di volte dalle milizie libiche, milizie che noi italiani in primis e poi tutti gli europei (in questo uniti) finanziamo; a questi disperati forse concederemo una nave della Croce Rossa.

Egualmente i governi olandese e tedesco, guardandoci come diceva il buon Gaber, “…per gli altri siamo solo spaghetti e mandolin…” forse anche loro si muoveranno a pietà e ci vorranno concedere aiuti umanitari, magari condizionati dalle regole del MES, il fondo salvastati europeo.

NOI E GLI ALTRI

Noi e gli altri. L’unica cosa che certamente abbiamo in comune è il linguaggio.

Noi e gli altri. Con il nostro linguaggio, che crea pensiero, opinioni e azioni, abbiamo creato noi e gli altri.

I migranti per il governo italiano sono altri.

Gli italiani per i governi olandese e tedesco sono altri.

COME SAREBBE SE?

Potreste, per favore, dirmi come sarebbe se tutti ci chiamassimo umani, non olandesi, italiani, tedeschi o profughi, come sarebbe se non ci fossero le etichette Noi e Altri?

Ancora ci illudiamo che sia possibile parlare di noi e altri?

Originariamente pubblicato su AgoraVox