Oggi non sorride, ecco cosa non va; scuote la testa, Lilla

–              non te ne annà Marì – dice

Che mia madre voglia andar via mi sorprende. A mamma piace questa casa, ed è strano che Lilla sia su da noi, non noi da lei.

 

Qualcuno arriva sulla strada, da lontano, un po’ ciondolante, un ragazzo, faccia pulita, vestito nero; quando si avvicina vedo la cravatta; strano, la cravatta al mare, si impolvererà di sicuro.

Si ferma davanti al centro commerciale, dove prima c’era il bar; guarda intorno, legge il nome della strada.

Ora cammina verso di noi. Ha una cartellina in mano, con qualcosa scritto sopra, fogli all’interno, deve essere un tour operator, uno di quei viaggi organizzati, non vedo il pullman.

Guarda la cartellina, mi guarda, e continua a camminare verso il nostro portone.

Lilla ora piange, come volesse svenire, dice che non vuole, non vuole che mamma se ne vada; la prendo tra le braccia, la sostengo; le figlie sono sempre lì, alle sue spalle, guardano in terra e lasciano fare a me.

Devo accompagnarla a morire, la vecchia signora Lilla, e mi chiedo perché io, che alla morte non voglio star vicino.

Mi giro verso la porta di casa, il giovane è entrato, non si è impolverato, strano; ha un sorriso che fa male, apre la porta del soggiorno, sento un profumo troppo dolce.

Lui entra, sistema qualcosa, esce subito e resta in piedi, vicino alla porta aperta.

Con le braccia distese lungo il corpo osserva una scena che conosce bene, la cartellina tra le mani